Una piacevole sopresa a interzona

Illustrazione dal calendario di Paolo Bacilieri

Serata interessante quella di ieri sera a Interzona. Innanzitutto una piacevole sorpresa: trovare esposte le 16 tavole originali di "The Supermaso attitude", fumetto del 1996 ispirato alla vicenda di Pietro Maso, creato da un artista veronese, Paolo Bacilieri, che ho apprezzato sulle pagine del bimestrale Bonelli "Napoleone" che seguo ormai da qualche anno e che rimane a mio avviso uno dei fumetti più interessanti della casa editrice milanese. Vedere le tavole originali esposte in un constesto ancor più originale qual è la ex cella frigorifera è stato molto molto suggestivo. Come dice Franco Busatta del Corriere della Sera «Paolo Bacilieri si nutre dei gerghi delle controculture mettendoli in collisione con i prodotti, le icone dei mass media e il sapere già legittimato della cosiddetta cultura "alta", dimostrandosi autore dal raggio d’azione particolarmente ampio, per la perizia con cui sa avvalersi di tutti i segni e le forme messi a disposizione dal linguaggio fumettistico." E particolarmente interessante è stato anche il gruppo.

3/4HadBeenEliminated

Si sono esibiti i 3/4 HadBeenEliminated trio formato da Claudio Rocchetti, Stefano Pilia e Valerio Tricoli "responsabili di un solo album omonimo, considerato dalla stampa musicale specializzata come una delle rivelazioni dello scorso anno" (www.intersezioni.net). Bhe come dire… sono rimasto allibito, sconcertato e meravigliosamente sorpreso da quello che si può creare con l’elettronica. Premesso che si tratta di musica rock di ricerca e quindi sperimentazione allo stato puro e che di per sè quindi l’ascolto risulta molto difficile ad un orecchio poco allenato però devo dire che dopo un primo momento di totale smarrimento questa “fusione di suoni” mi ha colpito e parecchio. Vedere sul palco questi tre ragazzi piegati letteralmente sui loro strumenti, usare la chitarra nella sua totalità , dai pickup al manico, dal ponte mobile alla cassa, campionare i suoni più strani prodotti dagli oggetti più comuni (un sacchetto di nylon oppure quello che a me sembrava un posacenere) mi ha meravigliato. La musica non era più una musica ben definita, con le sue battute, le sue pause, ma un continuo fondersi di suoni, generi, rumori: un flusso ininterrotto a volte ansioso, a volte melodico e altre volte stridente. Concludo con una frase di Daniela Cacella che scrive per Blow Up: “la loro musica è un amalgama miracoloso di nebule sonore e melodie decompresse, suggestioni folk e samples onirici, aperture meldiche sfacciate, risonanze cupe, grumi di ritmi malati, istinti distruttivi”.

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